Sovana
Città romana, conosciuta in origine con il nome di Suana, Sovana è un borgo dell’Area del Tufo, probabilmente uno dei più rappresentativi ed importanti, sorse intorno al 400 a.C. anche se sono state rinvenute sul territorio antiche necropoli etrusche che risalgono al VII secolo a.C. e che testimoniano come l’area fosse già abitata in epoca precedente.
Interessante e degna di essere conosciuta è anche la sua storia, oltre infatti alle già citate origini etrusco-romane infatti, la città di Sovana vide, a partire dal Medioevo, l’avvicendarsi al potere di numerose potenze, anche di grande rilevanza, all’inizio fu un dominio della famiglia degli Aldobrandeschi, per poi passare, nei secoli successivi, nelle mani dei Conti Orsini, della Repubblica di Siena, della città di Orvieto e del Granducato di Toscana, sotto il controllo del quale rimase fino al momento della sua annessione al Regno d’Italia, avvenuta successivamente al 1860.
Per quanto riguarda l’arte e la cultura, Sovana si presenta come un borgo ricco di attrattive, lungo le vie del suo centro storico, ed in particolar modo attorno alla piazza principale, quella del Pretorio, si trovano infatti monumenti e palazzi si valore artistico e storico, parliamo ad esempio il Palazzo del Pretorio che, sorto nel XIII secolo, è oggi sede del Centro di Documentazione del Territorio Sovanese, il Palazzo dell’Archivio, risalente al Medioevo e costruito con mattoni di tufo, la Loggetta del Capitano, con lo stemma della famiglia De’Medici, il Palazzo Bourbon del Monte, risalente al Rinascimento e la Casa Natale di Gregorio VII, conosciuto qui con il nome di Ildebrando di Suana.
Sono tre gli edifici religiosi principali del paese di Sovana, citiamo quindi il Duomo dei Santi Pietro e Paolo, custode di una Fonte Battesimale risalente al rinascimento, un sarcofago con le spoglie di San Mamiliano, datato XV secolo ed alcuni affreschi medievali, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, in stile romanico-gotico, e per terminare la Chiesa di San Mamiliano, oggi ridotta a pochi ruderi ed all’interno della quale sono state rinvenute 500 monete romane risalenti al V secolo a.C.


